Identificare correttamente il tipo di sindrome da disfunzione lacrimale è il primo passo fondamentale per una terapia di successo. Poiché i sintomi dell'occhio secco possono sovrapporsi a quelli di altre patologie oculari, il Prof. Giulio Maria Modorati utilizza un protocollo diagnostico sistemico all'avanguardia nel suo studio di Milano.
L'obiettivo degli esami non è solo confermare la patologia, ma quantificare la severità del quadro clinico e distinguere tra una forma iposecretiva (poche lacrime) o evaporativa (scarsa qualità della lacrima).
Il Protocollo Diagnostico: Cosa Aspettarsi durante la Visita
La diagnosi segue una sequenza precisa per garantire la massima accuratezza dei risultati:
1. Storia Clinica e Questionari (OSDI)
La visita inizia con un'attenta raccolta dei sintomi: bruciore, fotofobia, sensazione di sabbia o visione offuscata. Vengono analizzati i fattori aggravanti (uso di computer, fumo, farmaci) e la possibile correlazione con malattie sistemiche come la Sindrome di Sjögren. Utilizziamo il questionario OSDI (Ocular Surface Disease Index) per quantificare l'impatto della malattia sulla tua qualità di vita.
2. Test di Stabilità: Il BUT (Breakup Time)
È uno dei test più semplici e importanti. Misura il tempo che impiega il film lacrimale a rompersi dopo un ammiccamento.
- BUT con fluoresceina: si utilizza un colorante innocuo per osservare la dinamica della lacrima alla lampada a fessura
- BUT Non Invasivo: eseguito senza coloranti per una valutazione ancora più naturale. Un valore inferiore a 5-10 secondi indica un'instabilità del film lacrimale
3. Colorazioni Vitali della Superficie Oculare
Utilizziamo coloranti sicuri come la Fluoresceina e/o il Verde Lissamina per mappare le aree di sofferenza delle cellule della cornea e della congiuntiva. Questo esame ci permette di vedere "in diretta" i danni causati dall'infiammazione cronica.
4. Test di Schirmer (Quantità di Lacrime)
Questo test misura la produzione quantitativa di lacrime tramite una sottile striscia di carta assorbente posizionata nel sacco congiuntivale. È fondamentale per diagnosticare le forme legate a malattie autoimmuni, dove il risultato è spesso inferiore a 5 mm.
5. Esame delle Ghiandole di Meibomio (Meibomiografia)
Valutiamo lo stato delle ghiandole palpebrali responsabili della parte oleosa della lacrima. Grazie alla meibomiografia, possiamo identificare precocemente l'atrofia delle ghiandole, orientando la scelta verso terapie specifiche come l'igiene palpebrale avanzata o farmaci dedicati.
Test Avanzati: L'Osmolarità Lacrimale
In casi complessi, misuriamo l'osmolarità del film lacrimale. L'iperosmolarità (una lacrima troppo "salata") è il segno distintivo dell'occhio secco. Valori superiori a 316 mOsm/L indicano una patologia in atto. Oggi disponiamo di strumenti in grado di fornire questo risultato in tempo reale durante la visita.
Classificazione della Severità
In base ai risultati, classifichiamo la patologia secondo i livelli stabiliti dall'International Task Force (Delphi panel). Questa scala di severità (da 1 a 4) è fondamentale per:
- Scegliere il trattamento più adeguato
- Monitorare oggettivamente i miglioramenti durante i controlli successivi
Diagnosi di dolore neuropatico corneale
Presenza di dolore oculare cronico (spesso >3 mesi), descritto come bruciore, puntorio, urente o trafittivo. Dolore sproporzionato rispetto ai segni clinici rilevati all’esame obiettivo.
Sintomi che persistono o peggiorano nonostante trattamenti topici convenzionali (lacrime artificiali, antinfiammatori). Possibile presenza di iperalgesia (risposta esagerata a stimoli dolorosi) e allodinia (dolore in risposta a stimoli normalmente non dolorosi, come il vento o la luce).
Alterazioni della sensibilità corneale (ipoestesia o iperestesia), valutabili con test specifici (es. Cochet-Bonnet). Spesso associato a disturbi del sonno, ansia o depressione.