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Epidemiologia e Fattori di Rischio dell'Occhio Secco

La Sindrome da Disfunzione Lacrimale (SDL) è una delle patologie oculari più diffuse al mondo e rappresenta, secondo l'American Academy of Ophthalmology, la causa principale di consulto oftalmologico.

I dati mostrano una tendenza in costante crescita: negli ultimi anni l'incidenza è aumentata di oltre il 50%, complici i cambiamenti nello stile di vita e l'invecchiamento della popolazione.

Chi sono i soggetti più colpiti?

Studi internazionali (come il Beaver Dam Eye Study e il Melbourne Study) hanno delineato un profilo epidemiologico chiaro:

  • Età: La prevalenza passa dal 6% nei soggetti sopra i 40 anni a oltre il 15% nella popolazione over 65
  • Genere: Le donne sono le più colpite. Circa l'80% dei pazienti con occhio secco è di sesso femminile, con una correlazione diretta tra assetto ormonale e salute del film lacrimale
  • Etnia: Una maggiore predisposizione è stata riscontrata nelle popolazioni di origine asiatica e ispanica

I principali Fattori di Rischio

Perché si sviluppa l'occhio secco? Oltre all'età e al sesso, esistono numerose condizioni cliniche e abitudini che aumentano drasticamente il rischio di insorgenza:

  • Patologie Sistemiche: Artrite, malattie della tiroide, diabete mellito, gotta e connettiviti (come il Lupus o la Sclerodermia), fibromialgia polineuropatie periferiche.
  • Assetto Ormonale: La terapia ormonale sostitutiva in post-menopausa (estrogeni) è paradossalmente associata a un aumento del rischio.
  • Stile di Vita: Fumo di sigaretta e abuso di caffeina sono fattori aggravanti riconosciuti.
  • Farmaci: L'uso cronico di antidepressivi, antistaminici o anche la comune aspirina può influenzare la produzione lacrimale.
  • Chirurgia Oculare: Esiti di chirurgia refrattiva (LASIK) o trapianti di cellule staminali ematopoietiche.
  • Condizioni Immunologiche: HIV e la malattia del trapianto contro l'ospite (GVHD).

Prevenzione e Protezione

È interessante notare come alcuni studi suggeriscano un possibile ruolo protettivo del colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo "buono") nei confronti della superficie oculare.

Identificare precocemente i propri fattori di rischio è il primo passo per evitare che una condizione lieve si trasformi in una patologia cronica invalidante.

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